MY BOOKS

se sei interessato ai miei libri per una presentazione o per un semplice confronto scrivi a: ufficiostampa@lucioiaccarino.com

Formo al Sud. Etnografia di un’azienda meridionale. 

edizioni ad est dell’equatore, 2018, pag. 240

L’etnografia è una metodologia di ricerca che consente di osservare e analizzare aziende, pubbliche amministrazioni e diversi tipi di gruppi, grazie all’ingresso di un ricercatore che scruta nei meccanismi organizzativi, prendendo appunti e facendo interviste. Formo al Sud è il risultato di questo lavoro, uno storytelling polifonico che mostra le diverse voci di manager e dipendenti di un’azienda meridionale, voci che dialogano tra loro, in grado di esprimere posizioni diverse, all’interno di visioni condivise. L’angolo di osservazione che ho scelto è doppiamente interessante, in quanto il gruppo Formamentis al centro del mio racconto, partecipa alle politiche per il Mezzogiorno attraverso la formazione finanziata, l’implementazione di politiche attive per il lavoro, la mobilità internazionale. Un agente di sviluppo, in grado di accompagnare migliaia di lavoratori verso l’acquisizione di competenze sia tecniche sia trasversali, rendendo le aziende più competitive su scala nazionale e internazionale.

Quarta di copertina.

La Campania, il Sud, l’Italia e l’Europa, i modelli di sviluppo e le logiche organizzative sono tutte cornici per inquadrare la Questione Meridionale come Questione Manageriale. Un’etnografia organizzativa all’interno dell’impresa meridionale Formamentis che opera nel terziario avanzato, in fase di crescita ed espansione. Il diario di un ricercatore, la descrizione degli ambienti lavorativi, le testimonianze e le interviste in profondità con dipendenti, manager e proprietari; narrazioni, aspettative e destini professionali raccolti nelle routine lavorative in azienda.

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Principi di marketing delle Professioni. Modelli, strumenti e strategie.

edizioni orthotes, 2017, pag. 224

Redatto a 4 mani con il Prof. Marco Tregua, il libro risulta molto ricco sia rispetto alla gramatica di concetti e strumenti pratici sia rispetto alla voluminosa letteratura internazionale citata.  Il primo vero manuale in lingua italiana che si rivolge al mondo dei professionisti senza limitarsi a mutuare asetticamente dal marketing management i suoi principi per poi trasferirli alle sfide di mercato dei professionisti. Il lettore si renderà subito conto che si tratta di un lavoro diverso e che scende in profondità analizzando il complesso rapporto tra professionista e cliente per nulla assimilabile a quello che le aziende possono intrattenere con i consumer. Il libro interamente finanziato da sostenitori privati contiene all’interno una serie di schede dedicate agli sponsor che arricchiscono il testo con ulteriori elementi e studi di caso sempre utili per chi lavora con il marketing. 

Quarta di copertina.

Questo libro è una guida teorico pratica redatta per aiutare i professionisti ad orientarsi nel mondo del marketing e della comunicazione, uno strumento per innalzare la loro reputazione in un mercato delle professioni attraversato da crescenti pressioni e profonde trasformazioni. Si tratta di un manuale che aiuta a fidelizzare il rapporto con i propri clienti, ricco di suggerimenti per catturarne di nuovi e per essere più competitivi. Un manuale espressamente costruito per supportare avvocati, notai, dottori commercialisti, consulenti del lavoro, consulenti finanziari e assicurativi, studi associati, medici, centri terapici, cliniche, architetti, ingegneri, professionisti che svolgono consulenza nel settore privato come agronomi, chimici, biologi ma anche giornalisti, uffici stampa e politici di professione. Consigli pratici da seguire nella routine quotidiana del professionista e del suo studio ed elementi analitici e strategici contenuti nei dieci princìpi di marketing delle professioni illustrati nel testo: identità, filosofia, look, fiducia, clienti, concorrenza, brand, media, experience, carisma.

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Obiettivo Bar Santa Lucia

compagnia dei trovatori, 2015, pp. 96-106

Con questo lavoro, finalmente riesco a cimentarmi con un racconto, discostandomi completamente dallo stile saggistico che caratterizza la quasi totalità della mia produzione intellettuale. Obiettivo Bar Santa Lucia è il mio secondo racconto edito, considerando un primissimo lavoro uscito a metà degli anni Novanta, in una raccolta dal titolo Asilo dell’Invisibile a cura della scrittrice Paola D’Agostino. La storia, come tutti i 25 racconti presenti nella raccolta Caffè di Napoli, è ambientata all’interno di un Bar realmente esistente a Napoli. Nel mio caso ho scelto il Bar Santa Lucia, nel mio quartiere, luogo che frequento spesso per ragioni affettive, oltre al fatto che prepara un ottimo caffè. È stata una esperienza di scrittura molto agevole dato che in quel periodo mi occupavo di marketing del caffè e come osservato dal critico Giulio Ferroni, durante una delle tantissime presentazione, il mio racconto è l’unico all’interno del volume che parla del caffè come bevanda più che come luogo in cui è ambientata la narrazione.

Quarta di copertina de Caffè di Napoli

Provate a immaginare un giorno de tema in classe. Gli Alunni sono 25 e il tema sui Caffè – caffè di Napoli, locali e bevanda. Come sappiamo, per i napoletani il caffè è ciò che San Gennaro è per la fede, unico. Tanto per molti di loro non esiste null’altro da sorseggiare a casa e al bar. Ebbene i 25, che appartengono al miglior gotha letterario della città, svolgono il tema come meglio non potrebbero. Ne viene fuori una nuova “geografia” urbana, da nord a sud, da est a ovest, dalla collina al mare.

Gli autori dei racconti:

Vittorio Bongiorno, Riccarco Brun, Marosia Castaldi, Francesco De Filippo, Maurizio de Giovanni, Giuseppina Dell’Aria, Giuseppina De Rienzo, Mauro Giancaspro, Lucio Iaccarino, Pino Imperatore, Diana Lama, Francesco Mari, Raffaele Messina, Davide Morganti, Valeria Parrella, Carmen Pellegrino, Angelo Petrella, Aldo Putignano, Patrizia Rinaldi, Simonetta Santamaria, Maria Rosaria Selo, Massimiliano Virgilio, Nando Vitali, Monica Zunica, Silvio Perrella.

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Napoli brand. Il valore aggiunto del territorio per l’identità aziendale

edizioni ad est dell’equatore, 2013, pag. 134

A dispetto di ciò che recita il titolo del libro, si tratta di una ricerca che affronta il rapporto tra brand e territorio partendo da best practice a livello globale, scendendo ad una scala nazionale, poi regionale, fino al livello dei marchi napoletani. Una ricerca curiosa che affronta il paradossale dilemma postomi da un’azienda per capire se dovesse o meno rivelare la sua origine territoriale. Il libro racconta la ricerca utilizzata come metodo per rispondere all’inusuale quesito, gli strumenti utilizzati. In copertina una tazzina affiancata ad una macchia di caffè al cui interno si intravede la forma del Vesuvio

Quarta di copertina.

Una grande azienda napoletana. Un ricercatore di marketing. Un grande problema da risolvere: se considerare Napoli un valore o un disvalore per l’impresa. Per capire in che misura il territorio può essere una risorsa proficua per la mission aziendale. 7 settimane di indagini di mercato, analisi semantica e semiotica di 40 grandi brand, lo studio di oltre 100 campagne pubblicitarie, i focus group sul consumer a Napoli, Padova e Milano, interviste in profondità ai manager. Sono gli ingredienti di Napoli brand, diario di un analista alle prese con questioni di identità aziendale. un utile strumento di lavoro per riflettere su metodo e tecniche di ricerca, attraverso il vissuto professionale e il racconto delle esperienze maturate sul campo. 

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Emozioni primarie

edizioni Guida, 2011, pag. 148

Un libro intenso e sofferto che ha sancito la mia vicinanza intellettuale al Prof. Massimo Cerulo esperto indiscusso a livello nazionale e internazionale di sociologia delle emozioni. Realizzato con un approccio etnografico e di ricostruzione fattuale e documentale dei fatti accaduti e narrati nel libro. 

Quarta di copertina. 

E che fine hanno fatto le primarie del centrosinistra del 23 gennaio del 2011? Perché il vincitore non è diventato sindaco del PD? E il partito democratico romano dove ha nascosto le primarie napoletane? Emozioni primarie, diario appassionato dell’ennesimo pasticcio della sinistra italiana, racconta la politica che non è più in grado di fare il suo mestiere. 

Napoli bene. Salotti, clienti e intellettuali nella capitale del mezzogiorno.

edizioni ediesse, 2008, pag. 192

È un libro spartiacque del mio percorso intellettuale e professionale. Segna la fine della stagione universitaria, cominciata subito dopo la laurea a pieni voti in Scienze politiche, con il cultorato della materia in Scienza politica, il Dottorato di ricerca in sociologia, l’Assegno di ricerca quadriennale in ambito politologico e gli insegnamenti di Scienza politica e Politica comparata come docente a contratto, presso l’Università degli Studi di Napoli L’Orientale. Ma anche l’inizio della sfida imprenditoriale di Think Thanks Srl, dove ho continuato a fare ricerca sebbene il mio committente non fosse più pubblico ma privato. Il libro ebbe un’ottima accoglienza da parte dell’opinione pubblica, in quanto raccontava del rapporto intellettuale e professionale tra il maestro e il discepolo in un’epoca in cui venivano a galla molti scandali universitari di nepotismo e privilegio. 

Quarta di copertina.

Dopo anni di intensa attività, un anziano professore inglese di Scienza politica va in pensione, costringendo il suo assistente universitario al precariato. Appena prima di partire per l’Inghilterra, il maestro decide di lasciare al suo discepolo un divano bianco. Il giovane comincia così un viaggio nei salotti della Napoli bene, in cerca di una degna sistemazione per l’oggetto ereditato. La ricerca diventa l’occasione per rileggere alcuni capitoli della storia sociale e politica napoletana: da Lauro a Gava, agli «opachi anni ottanta», per finire con il disincanto della Iervolino e il disastro dei rifiuti. Se Saviano ci ha accompagnato nel ventre delle periferie degradate e del sistema della camorra, Iaccarino ci racconta un’altra Napoli, quella istituzionale, quella del potere politico. Scrutando nelle maglie più nascoste della città, il libro – che si sviluppa in modo ibrido tra narrativa, finzione e dettagliato reportage sociale, una sorta di memoir di formazione intellettuale – illustra i motivi di complicità che legano la società civile all’illegalità, riflettendo sulle debolezze politiche e sulle possibili vie per risollevare le sorti della città. «La politica campana, rinchiudendosi nel salotto, aveva finito per sottovalutare la portata reale dei problemi. I cittadini avvertivano la crescente distanza, come se il personale politico avesse smesso di calpestare i suoli della città. […] Le politiche pubbliche nell’era dei rifiuti sembravano soffrire della “sindrome del sassolino”. Tutte le volte che provavamo a scrivere dei processi decisionali nella nostra regione, menzionando il nome del governatore campano, il computer lo correggeva automaticamente con “sassolino”. Come se, dinanzi alla tragedia della spazzatura, ogni altra decisione, persino la più valida, si dovesse tramutare in un sassolino caduto nello stagno.»

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(a cura di) Democrazia reale. Stato e società civile nell’Europa occidentale 

Liviana, 2006, pag. 380

Si tratta del mio secondo libro sebbene in questo caso mi sia occupato della rivisitazione e riscrittura integrale di un libro scritto da un altro autore. La mia curatela era finalizzata a conferire una maggiore comprensibilità del testo, aggiornamento e riduzione rispetto all’edizione originaria. Si tratta di un lavoro molto denso di politica comparata che si concentra sull’analisi storica e politologica di quattro nazioni europee quali Francia, Germania, Inghilterra e Italia. Il libro sanciva la mia appartenenza alla Scuola di Percy Allum.

Quarta di copertina. 

Il crollo del Muro di Berlino e la fine dell’Unione Sovietica sembravano aver definitivamente segnato il trionfo della democrazia liberale, celebrata come ultima visione del mondo capace di garantire libertà e progresso. Al contempo la globalizzazione ha messo in crisi le fondamenta dello Stato-nazione, attaccando la rappresentanza e la partecipazione politica. Tensioni etniche, razziali e religiose attraversano la società civile europea che prova ad organizzarsi oltre i partiti politici. La governance europea ha ampliato i confini delle politiche pubbliche, includendo nuovi soggetti decisionali non sempre in linea con le istituzioni di governo.
In questo clima di forti tensioni politiche, la nuova versione di Democrazia reale di Percy Allum rivista e rivisitata da Lucio Iaccarino si interroga sullo stato di salute della democrazia in Europa, ripercorrendo lo sviluppo storico e politico di Francia, Germania, Inghilterra e Italia. Grazie a questa nuova edizione di Democrazia reale (aggiornata e riveduta) è possibile rimettere in discussione le interpretazioni e le analisi più consolidate per riflettere sulle prospettive future del vecchio continente.

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La rigenerazione. Bagnoli: politiche pubbliche e società civile nella Napoli postindustriale

ancora del mediterraneo, 2005, pag. 252

Il libro nasce come rivisitazione della mia tesi di dottorato che ho conseguito ad Urbino nel 2003 con Ilvo Diamanti come relatore e Francesco Ramella come correlatore. Si trattava di una tesi dottorale in Sociologia dei Fenomeni culturali e dei Processi normativi, con il titolo originario “Capitale sociale e mobilitazione della società civile in un quartiere napoletano. Il processo di rigenerazione urbana di Bagnoli, basata sull’analisi di 80 interviste in profondità tra gli attori della riqualificazione del quartiere. Il focus della tesi era il capitale sociale e la possibilità di salvaguardarlo fino a rigenerarlo grazie all’animazione delle organizzazioni che operano sul quartiere. 

Quarta di copertina.

Infranto il sogno industriale, Bagnoli diventa oggi il nuovo pilastro dello sviluppo napoletano, dove si investirà in ambiente e turismo. La fabbrica sopravvive nell’archeologia industriale e soprattutto nella memoria. Ma dal vuoto urbano si generano forze sociali inedite di cui è imprevedibile immaginare il futuro. L’esame dei progetti di riqualificazione di Bagnoli permette di leggere le politiche sociali e le strategie di sviluppo, e di valutare la qualità e lo spessore del progetto politico che viene messi in campo. Il taglio politologico s suffragato da interviste, che sono il filo conduttore in cui associazioni, politici, tecnici, funzionari, quadri di partito si raccontano. L’analisi del capoluogo campano dal 1993, con l’elezione diretta di Bassolino, al 2003, in settori nevralgici come urbanistica, welfare, sviluppo locale, partecipazione politica e sociale. È un viaggio etnografico che mette in luce aspettative, speranze e illusioni della società napoletana dell’ultimo decennio. 

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Localismo cosmopolitico. Uomini, reti e politiche a Napoli

Si tratta della mia prima curatela di scritti e ricerche prodotti dal gruppo di politologi che ruotavano attorno alla figura del Prof. Percy Allum. In copertina è possibile leggerne i nomi. La Rivista Meridione. Sud e Nord nel Mondo, diretta dallo storico Guido D’Agostino ereditava in parte il portato di Nord e Sud, una delle riviste più prestigiose in ambito politologico legata alla figura del politico e accademico Francesco Compagna. D’Agostino era stato l’ultimo direttore prima del suo scioglimento.

edizioni scientifiche italiane, 2001, pag. 226

Localismo cosmopolitico suona come un ossimoro stridente, o un provocatorio gioco di parole. Proprio per questo, a nostro avviso può essere un’espressione efficace che evoca le profonde contraddizioni del contesto politico partenopeo. un’immagine bifronte, ambigua e dunque adatta a rappresentare quell’intreccio di caotica innovazione e tradizionale immobilismo che sorprende chi si addentri nello studio politico di Napoli. Da un lato, il carattere cosmopolitico richiama una tensione tipica dello spazio urbano: la città cosmopolitica si presenta come culla dei conflitti e incubatrice di rapidi mutamenti. Napoli, poi, nell’ultimo decennio ha sviluppato un forte potere di attrazione sull’opinione pubblica, essendo stata laboratorio istituzionale dove osservare tendenze in atto anche nel resto del paese. Napoli, dunque, città cosmopolitica – o come si direbbe oggi città globale. Ma anche città molto ‘locale’: luogo di immutabili permanenze, di tradizioni inossidabili, di forme di integrazione sociale e di relazioni politiche che si farebbe presto a definire arcaiche. Il carattere localistico guarda alla città nelle sue articolazioni reali, nelle sue zone d’ombra, negli interstizi del potere connotati da prassi notabiliari e clientelari e dalla tenuta di strutture sociali più tradizionali.

Cultura leghista o localismo ideologico?

È il mio primo scritto scientifico, estratto sintetico della mia Tesi di Laurea che aveva come titolo La genesi di un soggetto politico nella Prima Repubblica: La Lega Nord (Relatore Prof. Giulio Machetti e Correlatore Prof. Percy Allum). Tra le prime tesi di laurea discusse nel Mezzogiorno sull’argomento. La Lega Nord, all’epoca della mia tesi (anno accademico 1996-97), era già un partito con oltre 18 anni di storia.

edizioni scientifiche italiane, 1998, pp. 68-98

Per qualche tempo sono stato considerato considerato un “legologo“, a causa delle mie letture sul nazionalismo padano e di una serie di articoli che ho pubblicato sull’edizione napoletana del quotidiano la Repubblica, dove sono tornato spesso sull’argomento.

La collaborazione con il quotidiano fondato da Eugenio Scalfari, grazie alla sapiente direzione locale del giornalista Giustino Fabrizio mi ha portato fino alla Treccani on line che mi ha riconosciuto la paternità dell’espressione “localismo ideologico padano”.