Sfide tecnologiche per una campagna sostenibile
Autore: Lucio Iaccarino
È il racconto di una ricerca che ho condotto tra il 2022 e il 2024 per esplorare il complesso rapporto che intercorre tra il mondo agricolo e quello digitale. Fin dalle prime pagine spingo il lettore ad immergersi nel mio diario etnografico, strumento di ricerca dove rifletto sulla realtà che sta osservando e sugli elementi distorsivi che possono condizionare la mia capacità di comprensione dell’oggetto di studio. Avendo vissuto in campagna durante gli anni Settanta, attraverso le pagine del diario etnografico provo a controllare le mie convinzioni più profonde, più vicine ad una visione bucolica che non ad uno sguardo disincantato sull’argomento, come invece converrebbe avere nel momento in cui ci si appresta ad osservare un fenomeno sociale.
L’intero libro è il racconto della ricerca empirica che ho svolto, quindi un viaggio tra le scelte che ho compiuto per isolare variabili e indicatori, mostrando gli interessi in gioco che mi hanno spinto a scegliere chi intervistare, quali settori analizzare e quali contenuti far emergere ta quelli presenti nelle testimonianze raccolte sul campo. Brani scelti e sistematizzati all’interno di un discorso unico sull’agricoltura, arricchito dall’osservazione di comportamenti digitali degli agricoltori, osservati attraverso mail, pagine social e shop online di cantine, aziende ortofrutticole, casearie e frantoi.
La mia osservazione include le tecnologie che tra i campi rendono più sostenibili l’agricoltura, dalla semina al raccolto, fino alla trasformazione in cibo. Illustro due processi fondamentali: quello della produzione e quello della comunicazione in agricoltura, arrivando ad inquadrare tutte le barriere che minano la diffusione del digitale in campagna, tra conflitti generazionali e di mentalità, contrasti tra grandi e piccoli agricoltori, pratiche agricole di sfruttamento intensivo dei campi e comportamenti sostenibili.
Il diario informa tutti i capitoli del mio libro come filo conduttore che mi porterà alla conclusione di questo viaggio in campagna. Dopo aver illustrato le scelte metodologiche della sua ricerca del primo capitolo, dopo aver analizzato l’ascesa del digitale nella vita quotidiana oltre che il contesto campano dove si è svolta la ricerca del capitolo secondo, illustro come utilizzare gli indicatori che consentono di misurare l’efficacia comunicativa del settore agricolo, sperimentandoli su un campione di 1000 aziende campane.

Fonte foto: Cecilia Fabiano/LaPresse – in Roma Today del 5 febbraio 2024.
Proprio mentre mi apprestavo a chiudere la scrittura del libro, mi sono imbattuto nella “rivolta dei trattori” che nei primi mesi del 2024 ha caratterizzato la protesta degli agricoltori di tutto il vecchio continente. Una mobilitazione straordinaria che non potevo lasciare inesplorata e che mi ha aiutato a mettere a fuoco le rivendicazioni degli agricoltori dinanzi ad una vera e propria “sbornia green” delle istituzioni europee, costrette a fare i conti con le istanze che provenivano dalle campagne europee.
Il terzo capitolo assume così l’aspetto di un vero e proprio rank che misura le performance comunicative di territori e settori agricoli differenti. E grazie all’analisi dei gap rilevati, l’autore propone soluzioni, modelli e strategie per migliorare la comunicazione agricola online. Osservare come comunicano gli attori agricoli, dall’utilizzo della mail, a Instagram, Facebook, fino al sito e agli e-commerce per offrire una panoramica ampia sulle opportunità comunicative che si vanno affermando in rete.

Cit. Tabelle sul livello di professionalità nel social media management di Facebook nelle province di Benevento, Avellino, Caserta, Napoli e Salerno. Fonte: Agricoltura digitale, Carocci, 2024, pp. 74-79.
Nel quarto capitolo passo dal virtuale al reale arrivando tra i campi, intervistando agricoltori, imprenditori e operatori agricoli, agronomi, rappresentanti di organizzazioni di interesse del settore agricolo, professori universitari, amministratori di enti di bonifica, direttori di istituti di ricerca, innovatori e agenti finanziari, enologi e innovatori. Dalle interviste emerge l’immagine di un primo settore radicalmente diverso rispetto al secondo e al terziario in termini di spinte etiche ma anche di tensioni e conflitti che finiscono inevitabilmente per rallentare l’affermarsi del digitale in agricoltura.
Sono oltre 30 le innovazioni agricole menzionate nel libro e spaziano dalla produzione, alla cura delle piante e degli animali, alla raccolta, alla produzione di dati, fino alla comunicazione digitale:
1. Copertura 5G per consentire alle tecnologie di monitoraggio di canalizzare il flusso dei dati, come ad esempio il controllo da remoto delle colture; 2. Sensori volumetrici; 3. Sensori di controllo dei parassiti e di altri parametri; 4. Sistema di estrazione per mantenere antiossidanti; 5. Telecamere infrarossi; 6. Stazioni meteorologiche; 7. Blockchain; 8. Sistemi globali di navigazione satellitare (gnss); 9. Sistemi di guida assistita/semiautomatica; 10. Sistemi informativi geografici (gis); 11. Protocolli isobus, per standardizzare e centralizzare controllo e interfaccia uomo-macchina nei sistemi composti da trattrice e attrezzi di lavoro, come ad esempio seminatrici, irroratrici, carri per il trasporto; 12. Operatrici meccatroniche; 13. Sistemi di telemetria; 14. Sistemi digitali di stoccaggio e di magazzino; 15. Sistemi di comunicazione, impianti di sicurezza e videosorveglianza; 16. Acqua purificata tramite raggi uv; 17. Scanner a tappeto per rilevare calibro, colore ed eventuali difetti del frutto; 18. Droni per la raccolta della frutta, irrigazione, controllo delle colture; 19. qr code tra raccoglitore e cassetta della frutta; 20. Serre refrigerate; 21. Irrigazione senz’acqua attraverso condensazione; 22. Irrigazione a goccia; 23. Robot di mungitura; 24. Processo intelligente di governo dell’energia, autosufficienza e basso impatto ambientale; 25. Sistemi di monitoraggio suoli da coltivazione, attraverso sonde, termometri per controllare pesticidi o fungicidi; 26. Sistemi di monitoraggio della fertilizzazione del suolo collegati a impianto di irrigazione e concimazione automatizzato; 27. Alga che blocca l’azoto; 28. Peptide per rinforzare la pianta evitando l’uso degli anticrittogamici; 29. Piano editoriale digitale, come strumento operativo della comunicazione integrata dei diversi canali social (Facebook e Instagram) e del sito; 30. E-commerce.
Nelle conclusioni recupero una serie di appunti che mi avevano indotto a riflettere sul rapporto tra agricoltura, cibo e nuovi media. Tra gli esempi che cito, uno in particolare, riesce a condensare una serie di elementi particolarmente importanti nella messa a fuoco dell’agricoltura come produttrice di alimenti che servono a sfamare. Si tratta di un caso molto particolare di food influencer che attraverso il suo canale Instagram riesce a recuperare l’autenticità del cibo cucinato tra i campi.
Ma le conclusioni segnano un punto decisivo del lavoro di ricerca perché mi hanno permesso di sviluppare una tipologia sociologica sulle barriere che limitano la diffusione del digitale in agricoltura. Si tratta di una mappa che analizza 3 famiglie di conflitti: Teorico interpretativi d’Innovazione e cambiamento e sulle Modalità di lavoro della terra.
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