Sei il mio miglior biglietto da visita!

Il biglietto da visita strumento fondamentale per il marketing passaparola, per il personal branding.

Il biglietto da visita è uno strumento fondamentale per il marketing passaparola dei professionisti, rilevantissimo mezzo di comunicazione per il personal branding. Ai fini di chiarire la sua importanza, riprendo qui Principi di Marketing delle Professioni. Strumenti Modelli e Strategie, Orthotes, 2017 (Capitolo “Media”, pp. 154-155). Il biglietto da visita è un mezzo molto rilevante nella comunicazione dei professionisti, un classico del cartaceo che resiste ai social media e all’invasione del digitale. Il libro scritto a quattro mani con il Prof. Marco Tregua è ricco di suggerimenti pratici per i professionisti che sono alle prese con il proprio personal branding e intendono dotarsi di una strategia globale per affermarsi nel proprio mercato di riferimento.

Come deve essere il bdv?

Rientrano nel kit tutti gli oggetti cartacei dell’immagine coordinata ma l’elemento principale per presentarsi è il biglietto da visita, che rappresenta uno strumento straordinario se rispecchia le caratteristiche del proprietario e se utilizzato correttamente. La qualità di un biglietto da visita è data dalle sue dimensioni, dalla carta utilizzata e dall’impianto grafico. Le dimensioni ideali sono quelle rettangolari standard, in modo da poterlo adagiare negli appositi vani dei portafogli, mentre biglietti di altri formati, spesso realizzati per offrire un’immagine originale e anticonformista finiscono per andare dispersi, proprio a causa delle dimensioni non standard, troppo piccole o troppo grandi. 

Il testo non deve essere troppo ingombrante in quanto chi riceve il biglietto da visita dovrà poi avere lo spazio per annotare luogo e data dell’incontro, specie quando riporrà i suoi nel contenitore dei portabiglietti da visita. Chi intrattiene molte relazioni professionali sa che non potrà ricordare tutte le persone che incontra e con cui scambia le proprie referenze e pertanto è bene che impari a prendere le giuste precauzioni per non disperdere il capitale relazionale che va accumulando. 

Quale carattere utilizzare?

Di fondamentale importanza anche il lettering utilizzato, la scelta del carattere di stampa deve rispecchiare la personalità e il profilo professionale del titolare del biglietto. In primo luogo conviene sempre scegliere caratteri leggibili specie sui biglietti da visita dove le dimensioni del font sono spesso molto piccole. Per le professioni tecniche è consigliabile l’utilizzo di caratteri privi di grazie, caratteri molto essenziali, asciutti come quelli appartenenti alla famiglia degli Helvetica o degli Arial, in linea con quanto già detto in precedenza per il brand. In questi casi sarà bene evitare la formattazione centrata del testo e optare per un allineamento a sinistra o per una distribuzione delle informazioni in grado di sfruttare e razionalizzare tutti gli spazi del biglietto. Ci riferiamo ad architetti, ingegneri o a professionisti legati alla scienza come medici e biologi. Una scelta di questo tipo può essere adottata anche tra avvocati, notai, dottori commercialisti quando intendono offrire un’immagine moderna e meno leziosa. In ogni modo, nel legale e nel business è più facile incontrare caratteri più lavorati e leziosi che riproducono un calco simile alla scrittura manuale, spesso in corsivo, come scelta per comunicare eleganza e tradizione. Appartengono a questa impostazione i caratteri appartenenti alla famiglia dei Times, Cambria, ma si possono sfiorare anche gli eccessi dell’Edwardian.

Quali informazioni deve offrire?

Sarà sempre possibile optare per un approccio minimalista, centrato sulla scelta di poche informazioni essenziali e strettamente necessarie a prendere contatto o, al contrario, per uno più denso e ricco. Quindi è bene scegliere un solo telefono, una sola mail, un solo sito internet, un solo contatto Skype, eccetera. La prima strada è sempre consigliabile in quanto il biglietto che contiene troppe informazioni comunica disordine. Per le posizioni apicali delle grandi organizzazioni il biglietto può addirittura sminuire il rango del proprietario a meno di non voler ricorrere a un biglietto rigorosamente bianco, di carta ecologica e dalla grammatura leggermente superiore alla media, con qualche lavorazione speciale come una punzonatura o lievissime filettature in oro o in argento, senza mai scadere nel pacchiano. L’approccio minimal rientra tra le tattiche della sobrietà e dell’eleganza che possono spingersi fino alla rinuncia delle maiuscole. 

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