Il marketing aiuta gli audaci

Tutto quello che c’è da sapere nel marketing per opporsi alla cattiva sorte.

Fortuna e sfigariduttori

Rimedi alla cattiva sorte

Pare impossibile prescindere, al di là di quello che ci dice la scienza, la filosofia e il buon senso, dall’impatto della fortuna e del suo opposto sulle nostre vite. La sfortuna nel senso comune è collocata in una dimensione terrena che mette in gioco i corpi, prima dell’intelletto. Sfigato è colui che pur essendone attratto, non incontra la figa o che gli capita molto di rado. D’altro canto non è detto che la sfortuna coincida solo e soltanto con eventi catastrofici, può trattarsi piuttosto di accadimenti di poco conto, incastri di eventi che cambiano in negativo il segno della nostra giornata, che ci fanno perdere il tram, arrivare tardi al colloquio, dimenticare il nome di un enzima durante l’esame di biochimica, saltare i pasti, creare fraintendimenti con i colleghi di lavoro, amici e parenti.

Ad oggi, contro questo tipo di accidenti ho trovato soltanto due rimedi entrambi efficaci, sebbene agendo in due direzioni solo apparentemente simili. Il Fluido di Mc Antony, lozione un tempo disponibile presso il mio barbiere (quello del brand Vinile69 di cui ho scritto in un post precedente). Applicando il fluido si riusciva a superare gli esami con il massimo dei voti, vincere una competizione sportiva senza troppi sforzi a conquistare la donna a lungo corteggiata. E poi c’è Mierda de Vacas, brand che produce piccole boccette di vetro, contenenti escrementi essiccati di bovini che funzionano come amuleti, quindi in grado di respingere la sfortuna: non a caso il suo claim recita non è un portafortuna ma uno sfigariduttore.

Talvolta si ha come la sensazione che per avviare un business l’entusiasmo e la pianificazione degli investimenti e la valutazione dei rischi possono non bastare. Talvolta la fortuna o la sfortuna possono giocare un ruolo rilevantissimo, se consideriamo fortuiti tutti quegli eventi imprevedibili che finiscono per condizionare positivamente o negativamente la nostra impresa. E il discorso tende ad allargarsi se per impresa intendiamo le gesta personali che compiamo, non soltanto in ambito lavorativo ma anche nello sport, nello studio, nel gioco e più in generale in ogni sfida in cui siamo protagonisti. Sarà per questo che Mierda de Vacas ha una boccetta per ogni situazione naturalmente esposta quindi “mierda del amor”, “mierda de labor”, “mierda sport”, “mierda para volar”, “mierda del desocupado”, “mierda del estudioso”. 

E comunque, il successo e le nostre virtù non sono mai completamente in balia del caso e della cattiva sorte. Per dirla con Machiavelli: “perchè il nostro libero arbitrio non sia spento, giudico potere esser vero, che la fortuna sia arbitra della metà delle azioni nostre, ma che ancora ella ne lasci governare l’altra metà, o poco meno, a noi. Ed assomiglio quella ad fiume rovinoso, che quando ei si adira, allaga i piani, rovina gli arbori e gli edifici, lieva da questa parte terreno, ponendolo a quell’altra”.

Se al giorno d’oggi dovesse caderci un ramo in testa, certamente sarebbe una grande sfortuna ma se avessimo la fortuna di avere salva la vita, oltre che con la cattiva sorte, ce la prenderemmo di certo con qualche amministrazione pubblica per non aver monitorato adeguatamente lo stato di salute del verde pubblico o per aver sottovalutato le conseguenze di un’allerta meteo in un’epoca di cambiamenti climatici come questa. Eppure se fossimo passati di lì qualche istante prima o dopo, avremmo di certo evitato lo spiacevole incidente. Riflettere sulle diverse casistiche incontrate nella realtà e approntare piani per contenere gli imprevisti è uno dei compiti del marketing ma da solo potrebbe non bastare, servono sempre l’entusiasmo e la dedizione di quanti lo utilizzano come antidoto contro gli imprevisti e le avversità.

Filosofia della fortuna

Senza contare che la sfortuna, specie quando non mette a repentaglio la vita, può rappresentare un banco di prova da superare per accrescere l’ingegno e l’intelletto. Come recita anche il detto epicureo: meglio essere senza fortuna, ma saggi che fortunati e stolti. Più tardi, nel VI secolo lo scrittore Boezio mentre era in carcere in attesa di essere giustiziato  ebbe a scrivere: Ebbene ritengo che agli uomini giovi più l’avversa che la prospera fortuna, questa infatti inganna sempre con l’apparenza della felicità, quando sembra propizia, mentre quella è’ sempre veritiera, quando con il continuo mutare si dimostra instabile. Questa inganna, quella istruisce. E d’altro canto, specie quando la sfortuna diventa destino, pare difficile mettere in campo qualsiasi artificio per contrastarla: Se sei salito a bordo del treno sbagliato, non ti serve a molto correre lungo il corridoio nella direzione opposta (cit. Dietrich Bonhoeffer). 

Divieto di porta-sfortuna

Taluni sostengono che la cattiva sorte non esista e pare davvero anacronistico nel XXI secolo dare adito a comportamenti in grado di scongiurare o all’opposto di attrarre il bacio della dea fortuna. Anzi, qualora considerassimo una persona come portasfortuna dovremmo guardarci bene da far circolare questa voce. Il nostro ordinamento infatti ci dice che è punibile chi dà dello iettatore a qualcun altro. Trattasi di fattispecie rientrante nella diffamazione. Mentre non è punibile augurare a qualcuno la sfortuna, dato che invocarla non costituisce un pericolo né per cose né per persone, almeno in diritto. Tutt’altra cosa succede nella realtà, specie quando l’anatema o la maledizione sono scagliate da leader e profeti che siamo soliti seguire o da persone a noi molto care. In tutti questi casi, la suggestione può giocare brutti scherzi come quando ci lasciamo prendere dalle superstizioni o dai cattivi pensieri.

Il Marketing, non solo quello di Mierda de Vacas, è certamente uno sfigariduttore e se attuato con sistematicità, rigore e costanza può aiutare gli audaci. 

2 risposte a "Il marketing aiuta gli audaci"

    1. La sfortuna, volgarmente detta anche sfiga, nel senso comune è collocata in una dimensione terrena che mette in gioco i corpi, prima dell’intelletto. Sfigato è colui che pur essendone attratto, non incontra la figa o che gli capita molto di rado. Ma da qui a sostenere che ci vuole più culo che intelletto ce ne passa.

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