L’atlante sentimentale
La recensione di Anna Felicella: ho appena finito di leggere il saggio di Lucio Iaccarino, Amore digitale. Atlante delle relazioni tossiche: verso una nuova geografia sentimentale, dal titolo interessante che richiama alla mente un famoso brano di Luca Carboni.
Il saggio si pone con “un atlante”, una sorta di carta geografica che cerca di delineare le direzioni in cui possono andare le relazioni affettive, che nascono attraverso le nuove tecnologie di comunicazione, e non solo, in quanto ogni genere di contatto tra le persone, oggi viaggia attraverso il mezzo digitale, che è a tutti gli effetti un mezzo reale.
Detto ciò, il saggio si articola in brevi capitoli, esplicativi e illustrativi delle dimaniche amorose, declinando in diverse modalità, il sentimento che una volta scoccava con le frecce di Cupido, mentre oggi si affida ai click e allo swipe di un potente smartphone di nuova generazione.
Dal docente che ama citare al DJ della privacy
La lettura si fa particolarmente interessante nei punti in cui l’autore delinea alcune figure che si possono incontrare nel mondo dei social network: il narcisista, il falso umanista, il docente che usa la comunicazione social senza comprendere le conseguenze che ne possono scaturire, colui che odia il mezzo comunicativo e si guarda bene dal postare, chi controlla chicchessia sui social, il dj della privacy e tante altre tipologie di individui che navigano nel mare delle relazioni social-net.
Dimensioni didattica dell’opera
Ho apprezzato da pedagoga la vena ottimistica con cui l’autore sigilla ogni paragrafo. Il saggio infatti, spiega, chiarisce, ma non condanna. Avverte sui possibili pericoli, rischi che si possono incontrare se ci si addentra nel sistema delle app di incontri e nella messaggistica istantanea. Ecco questa nota leggermente utopistica sull’uso dei mezzi comunicativi, da docente che usa la comunicazione e cerca di migliorare la propria competenza comunicativa, offre una dimensione didattica da approfondire per eventuali lezioni in classe con i propri studenti